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Numero 7 Anno 6  Bim. Nov/Dic 2017 - anno XXIV

 
 

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MEDICINA GENERALE: << Non è tutto tunnel carpale ciò che “formicola” >>

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La presenza di “formicolio” alle mani e/o ai piedi è un evenienza abbastanza frequente nella vita di una persona. Basti pensare che ne è affetto circa il 15% della popolazione sopra i 55 anni. Questi sintomi sono spesso legati ad una patologia a carico dei nervi sensitivi, cioè di quei nervi responsabili di recepire la sensibilità cutanea (sensazione di caldo/freddo, dolore, percezione degli oggetti e in generale dell’ambiente circostante): se questi nervi cominciano a funzionare male, ecco che compaiono sensazioni di “formicolio” (parestesie) e addormentamento alle mani e ai piedi o quella di “camminare sulla sabbia o sulla gomma”, magari unite a senso di “calore” o “bruciore” degli arti.


Tali sintomi, se non causano gravi disturbi o se si presentano solo alle mani, sono frequentemente sottovalutati dal paziente, e attribuiti arbitrariamente ed autonomamente alla famosa “sindrome del tunnel carpale”.


Ma questa rappresenta una patologia con caratteristiche ben determinate: generalmente unilaterale (o, se colpisce entrambe le mani, lo fa in tempi diversi), presena di perdita di forza con parestesie (v.sopra) e “addormentamento” limitati alle prime tre dita della mano (pollice, indice, medio; meno frequentemente anche parte dell’anulare), maggior frequenza in determinate categorie di persone (donne gravide, persone obese, diabetiche, tireopatiche, affette da artrite reumatoide ecc.. ; oppure soggetti che eseguono determinati e ripetitivi movimenti della mano come usare il mouse, suonare alcuni strumenti musicali ecc..). Inoltre è vero che si tratta di una patologia “benigna”, ma è anche vero che il suo andamento è progressivo e potenzialmente invalidante; la benignità sta nella possibilità, una volta diagnosticata, di risolvere il problema efficacemente con terapia medica e chirurgica, tanto più efficaci quanto più precocemente vengono instaurate; da qui l’importanza di rivolgersi allo specialista neurologo.


A maggior ragione, se i sintomi tipici delle neuropatie periferiche (v.sopra) si presentano bilateralmente e magari interessano sia mani e piedi, o se insorgono improvvisamente e presentano una rapida progressione, magari associati ad altri sintomi (abbassamenti improvvisi della pressione arteriosa con sincopi, bruciori intensi a mani e/o piedi, disturbi gastrointestinali tipo diarrea o stipsi ostinata,, bruciori ecc..) diventa ancora più opportuno richiedere il parere di un medico specialista. L’obiettivo è infatti quello di identificare la causa di questa neuropatia, per poterla poi trattare adeguatamente e tempestivamente, prima che il danno sia troppo grave.



Neuropatie che rispondono bene alla terapia sono ad esempio quelle ad esordio acuto o sub-acuto (cioè peggiorano rapidamente entro pochi giorni-settimane), che spesso fa seguito ad un episodio influenzale, e che si possono nella larga parte dei casi trattare con grande beneficio del paziente con terapia cortisonica o con l’utilizzo di immunoglobuline umane da infondere o per via endovenosa (per lo più ospedaliera) o, più recentemente, per via sottocutanea direttamente a casa del paziente.


Nei casi di neuropatia ad andamento più cronico, invece, è importante un approfondimento diagnostico anche solo con banali esami di primo livello (esami ematochimici, elettromiografia con neurografia), che consentono di meglio inquadrare la neuropatia e soprattutto di scoprire eventuali patologie concomitanti che possono essere alla base della neuropatia stessa: ad esempio un diabete misconosciuto (caso frequentissimo!!!), una tireopatia ancora in fase subclinica o una malattia autoimmunitaria (vasculiti, artrite reumatoide ed altre). Una comorbidità pericolosa e su cui porre attenzione particolare è quella con le patologie tumorali: le neuropatie cosiddette “paraneoplastiche” possono infatti rappresentare un campanello d’allarme di una patologia neoplastica, potendo presentarsi anche fino a 5 anni prima della manifestazione clinica del tumore a cui sono annesse; importantissimo, nei casi sospetti, consigliare un programma di follow-up volto proprio a scoprire il prima possibile i segni di tale neoplasia.


Infine, in tutti i casi di neuropatia, e sia che se ne identifichi una causa certa o meno, sono disponibili farmaci di “nuova” generazione (pregabalin, gabapentin, amitriptilina, duloxetina ecc..) ormai da anni ampiamente utilizzati con successo nel trattamento sia delle fastidiose parestesie che del più invalidante dolore neuropatico.

 

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Luca Gentile
Medico chirurgo specialista in Neurologia
30-6-2015



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