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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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DERMATOLOGIA: << DERMATITE POLIMORFA SOLARE >>

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TRICOLOGIA MEDICA

La dermatite polimorfa solare è un’eruzione cutanea che viene causata dall’esposizione alla luce solare e si acuisce in maniera particolare durante il periodo estivo. Si tratta di un problema comune, una reazione cutanea non normale, che viene causata dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette del sole. Questa esposizione causa un’infiammazione del derma che si presenta come estremamente evidente e riconoscibile. Le cause dell’allergia al sole sono ovviamente legate alla radiazione solare, specialmente ai raggi UV. Questi raggi sono capaci di alterare a livello chimico le cellule della pelle, creando i famosi radicali liberi. Il sistema immunitario di una persona affetta da questa malattia presenta una sovra-reazione alla minaccia di queste particelle, scatenandosi quindi una forte reazione infiammatoria.
Sebbene questo disturbo riguardi principalmente le giovani donne e le persone con la pelle chiara, va detto che questa infiammazione non è legata ai tumori della pelle. Inoltre non si tratta di una malattia contagiosa né può associarsi tantomeno ad altre infezioni.
Le eruzioni in genere occupano tutte le aree del corpo che sono esposte al sole, con una particolare predilezione per le parti del corpo che rimangono più esposte al corpo, come ad esempio le mani, le braccia, il viso e il décolleté.
Sebbene l’allergia al sole non sia una vera e propria reazione allergica (denominata invece fotodermatosi), essa presenta però i sintomi tipici di questa malattia: prurito, dolore, arrossamento della pelle.
Le lesioni possono essere di diverso tipo: sotto forma di lesioni, eritemi, vesciche, pustole. Molto spesso i sintomi non compaiono subito, bensì qualche giorno dopo l’esposizione ai raggi UV. Fortunatamente la fotosensibilità è un problema con il quale nella maggioranza dei casi si impara a convivere, grazie all’impiego di filtri solari e protezioni: la maggioranza dei pazienti affetti infatti sperimenta importanti miglioramenti nella comparsa dei sintomi dopo cinque o sette anni dalla diagnosi
Se non è ben chiara la diagnosi, sarà necessario fare una piccola biopsia della pelle o ricorrere a un procedimento che prende il nome di foto provocazione. Con questo sistema si applicherà una piccola quantità di raggi UV sulla pelle e si osserveranno eventuali casi di eruzione
Altre forme di allergia al sole sono l’orticaria solare, che prevede la comparsa di pomfi pruriginosi con eritema circostante, e la dermatite fotoallergica, provocata dall’interazione tra la luce solare e alcune sostanze chimiche (contenute per esempio in alcuni cosmetici, creme solari o farmaci).
Nei casi lievi, la prevenzione è sicuramente il migliore dei trattamenti. Bisogna evitare l’esposizione al sole, proteggendo la pelle con l’abbigliamento corretto, usando le protezioni solari specifiche, dotate del filtro di protezione UVA e UVB. Molto spesso i sintomi scompariranno da soli. Per prevenire l’insorgenza dei sintomi è bene seguire alcune delle principali indicazioni comunemente fornite dai professionisti sanitari per proteggersi dai danni del sole: impiego di una crema viso e corpo che comprenda un fattore di protezione solare superiore a 15, impiego di una filtro solare per le labbra (che abbia almeno un fattore di protezione 20), uso di occhiali da sole e di indumenti protettivi.
Molto spesso si ricorre anche all’uso dei corticosteroidi, sia per via topica (creme) o per via orale, nel caso in cui l’infiammazione e l’irritazione da allergia solare sono di tipo severo. Se non si ottengono dei buoni risultati si possono utilizzare ad esempio gli antinfiammatori, come la clorochina (un farmaco utilizzato per la malaria) o gli antistaminici. Gli immunosoppressori più potenti come la ciclosporina, si utilizzeranno per i casi più gravi.

 

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9-6-2017



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