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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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TRICOLOGIA: << La dermatoscopia del cuoio capelluto nell’alopecia androgenetica femminile >>

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Già in uso per altre finalità in ambito dermatologico (per esempio per la mappatura dei nei e l’osservazione delle lesioni cancerose), la dermatoscopia tricologica permette di visualizzare il cuoio capelluto e i capelli a livelli di ingrandimento tali da valutare un’ampia serie di parametri, non soltanto quantitativi (densità, distanza tra un capello e l’altro) ma anche qualitativi (spessore della fibra, caratteristiche di lucentezza).


I segni dermatoscopici osservabili a livello del cuoio capelluto includono alterazioni vascolari, alterazioni di colore della cute e alterazioni del fusto dei capelli.


Esame utile nella formulazione di diagnosi di alopecia androgenetica soprattutto femminile. L'alopecia androgenetica femminile non è sempre indice di patologie ormonali associate. La normalità degli esami ormonali non esclude la diagnosi di alopecia androgenetica; il 70% delle donne affette da calvizie hanno esami ormonali assolutamente normali. Anche la donna produce ormoni androgeni, anche se in concentrazioni inferiori al maschio. Nelle donne affette da calvizie vi è una eccessiva sensibilità del capello a livelli di androgeni assolutamente normali. Tale sensibilità agli androgeni dipende da fattori genetici.


Gli esami principali da effettuare tuttavia sono: testosterone totale, SHBG (sexual hormon binding globulin), androstenedione, DHEA-S, progesterone (al 24 giorno del ciclo per verificare se c'è ovulazione).


A tali indagini lo specialista può aggiungere altri esami al fine di escludere fattori carenziali o malattie intercorrenti che possono contribuire a scatenare o ad aggravare la calvizie femminile.
E' importante diagnosticare l'alopecia androgenetica in fase precoce in quanto quando il diradamento è evidente il 50% dei capelli si sono già assottigliati. Per questo è utile la dermatoscopia del cuoio capelluto che evidenzia l'assottigliamento in fase iniziale. Osservando ad alto ingrandimento il cuoio capelluto di una donna affetta da calvizie è frequente evidenziare piccole zone completamente prive di capelli che corrispondono ai follicoli temporaneamente vuoti.


Normalmente il follicolo non è mai vuoto in quanto produce un nuovo capello prima che il capello vecchio sia caduto. Nella calvizie la produzione del nuovo capello è ritardata, per cui il follicolo può rimanere vuoto per settimane o talvolta mesi. La sensibilità dei follicoli piliferi agli ormoni androgeni dipende soprattutto da un enzima, la 5a reduttasi di tipo 2, prodotto dalle cellule del follicolo. Questo enzima trasforma il testosterone, il principale ormone maschile, nel suo derivato più potente, il diidrotestosterone o DHT, principale responsabile dell’alopecia androgenetica. I follicoli delle aree del cuoio capelluto che vanno incontro a calvizie producono infatti alte quantità di questo enzima e quindi alte quantità di DHT. Questo ormone provoca un processo di riduzione del follicolo definito miniaturizzazione (porta infatti inizialmente alla formazione di capelli più sottili e corti cioè miniaturizzati).

 

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Redazione Nuovaitaliamedica
27-3-2015



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