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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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PATOLOGIA CLINICA: << IL DNA TEST >>

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I recenti casi di cronaca hanno sollevato molti interrogativi scientifici sull’orami famosissimo ed utilizzatissimo test del DNA.
Il test del DNA è ormai comunemente usato nelle indagini di polizia e molti, durante l’esame di indizi e tracce al fine di determinare il colpevole di crimini violenti. Si parte dal prelievo del DNA, tramite un semplice campione di saliva che verrà poi confrontato con il DNA reperito, poiché il DNA si trova in ogni cellula del corpo umano, quindi in qualsiasi traccia si può trovare la sua presenza.
Il patrimonio genetico di ogni persona , unico e personale, è infatti diviso in 46 filamenti, i cromosomi, che tutti insieme sono costituiti da almeno 3 miliardi di coppie di “basi”, come sono chiamate le singole molecole che costituiscono la lunga catena del DNA. Ogni sequenza intera avrebbe bisogno di giorni e giorni di lavoro per essere completata. È quindi necessario usare solo una parte molto precisa e facilmente “leggibile” dell’intero genoma, che possa poi essere confrontata con le stesse sequenze sui cromosomi di altre persone.
Si parte dal presupposto che il 99,9% del DNA di un individuo è identico a quello di tutti gli altri della specie. Inoltre La maggior parte dei geni funzionanti sono piuttosto costanti nella loro struttura, altrimenti non riuscirebbero a svolgere il loro “lavoro”; ci sono però regioni che non hanno nessun significato biologico e sono estremamente variabili da persona a persona, senza che questo comprometta il funzionamento del corpo.
Sono queste le regioni del DNA usate . L’analisi è semplice perché per distinguere una persona dall’altra basta "pesare" le sequenze ripetute, non è necessario leggerle una per una, come accade per altri tipi di sequenze ed il tempo impiegato è di circa due ore. A questa ricerca se ne può aggiungere un’altra più complessa che sfrutta il DNA mitocondriale. È un materiale genetico presente nei mitocondri, le centrali energetiche della cellula, e ha la particolarità di trasmettersi inalterato da mamma ai figli, senza contributo del padre: dà quindi la certezza della discendenza materna. L’analisi è molto più lunga e complicata della precedente, e si può fare solo per avere la certezza assoluta di chi sia la madre. L’analisi del DNA mitocondriale prende un giorno, un giorno e mezzo.
Bisogna tuttavia tenere conto del fatto che se i test sono mal eseguiti i risultati saranno di conseguenza sbagliati. L’affidabilità della scienza dipende dal metodo seguito e dalla correttezza dell’esecuzione e l’incertezza del fattore umano è inevitabile. I campioni in teoria dovrebbero essere incontaminati, ma ovviamente non sempre lo sono.
Molto spesso inoltre la qualità dei campioni prelevati ad esempio sul luogo di un crimine è troppo bassa per ottenere un profilo completo, e bisogna affidarsi a un profilo parziale -e quindi più soggetto a errori. Va anche spiegato che due profili corrispondenti non sono sinonimo di identificazione di una persona, ma indicano il fatto che quella persona è compatibile con quel profilo genetico, si tratta di una possibilità che si potrebbe trovare in una persona su 1000 o in una su qualche milione.

Il test del DNA è dunque solo un tassello in un procedimento fatto di numerosi altri passaggi e il risultato finale dipende dalla corretta esecuzione di tutti questi passaggi.

 

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Nim
8-7-2014



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