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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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ANDROLOGIA: << TUMORE AI TESTICOLI >>

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Il tumore ai testicoli è un’eventualità rara, ma non impossibile, che rappresenta circa l’1% delle forme tumorali maschili. Non molto diffuso, ma comunque da non sottovalutare.
Questa forma tumorale colpisce i testicoli, gli organi sessuali maschili deputati alla produzione di alcuni ormoni e degli spermatozoi, “protagonisti” indispensabili per la fertilità e la riproduzione.
Esistono due tipi di tumori: seminomi e non seminomi. Il primo tipo, che si verifica nel 50% dei casi, il cancro è legato alla trasformazione maligna delle cellule germinali, che danno origine agli spermatozoi. I tumori non seminomi, invece, possono essere di altre quattro tipologie: carcinomi embrionali, coriocarcinomi, teratomi e tumori del sacco vitellino.
I segnali da non sottovalutare, che potrebbero presagire la presenza di anomalie a livello dei testicoli sono facilmente riconoscibili. I principali sintomi sono: disagio o dolore nel testicolo o una sensazione di pesantezza nello scroto; gonfiore in uno o in entrambi i testicoli; eccesso di sviluppo del tessuto mammario (ginecomastia); dolore alla schiena o basso addome; sintomi in altri parti del corpo, come i polmoni, addome, pelvi, o del cervello (se il cancro si è diffuso).
Con l’autopalpazione preventiva della zona inoltre si può rilevare la presenza di un nodulo, un grumo o un rigonfiamento.
Per smascherare la presenza di un tumore, di cellule che si riproducono in modo anomalo e pericoloso all’interno dei tessuti dei testicoli, è necessario effettuare alcuni accertamenti diagnostici: l’ecografia dello scroto, tac addominale, raggi e il dosaggio di particolari marcatori tumorali nel sangue .
Ci sono fattori di rischio e condizioni predisponenti al tumore: il criptorchidismo, la sindrome di Klinefelter, una patologia legata a un’anomalia cromosomica; la famigliarità e lo sviluppo testicolare anomalo. Altri fattori potrebbero comprendere l’esposizione a determinate sostanze chimiche e l’infezione da HIV. Un caso in famiglia di tumore testicolare può anche aumentare il rischio. Non vi è alcun legame tra la vasectomia e il cancro testicolare.
Se il cancro viene diagnosticato tempestivamente, riconosciuto e identificato nella sua fase iniziale, solitamente, si opta per la chirurgia, in abbinamento o meno con alcuni cicli di radioterapia. Nelle forme più avanzate, invece, si ricorre alla chemioterapia. Comunque la maggior parte dei pazienti viene curata e guarisce dalla malattia.
La chirurgia viene praticata per rimuovere il testicolo (orchiectomia) e dei linfonodi (linfadenectomia). Questa è di solito effettuata nel caso di presenza di cancro seminoma e non seminoma. Tuttavia gli effetti collaterali dell'intervento chirurgico possono essere permanentemente invalidanti, dando luogo a sterilità (se entrambi i testicoli sono rimossi) o ad impotenza se ci sono danni a nervi che controllano l’erezione.
La radioterapia, con alte dose di raggi X o altri raggi ad alta energia, di solito utilizzata solo per il trattamento seminoma, può essere utilizzata dopo l’intervento chirurgico per prevenire che il tumore ritorni.
La chemioterapia utilizza farmaci come cisplatino, bleomicina, etoposide ed uccide le cellule cancerose. Questo trattamento ha migliorato la sopravvivenza per i pazienti con entrambe le tipologie.
Non sono note efficaci tecniche di screening per il cancro ai testicoli. Tuttavia, un auto-esame testicolare effettuato su base mensile può aiutare ad individuare in quale fase il cancro si trova. Trovarlo precocemente è importante per il successo del trattamento e per la sopravvivenza.

 

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Nim
1-7-2013



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