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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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PATOLOGIA CLINICA: << LE TRASFUSIONI DI SANGUE >>

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ANTONINO PELLEGRITI CME NET

La trasfusione di sangue è il processo di trasferimento di sangue o prodotti a base di sangue (emoderivati ) da una persona nel sistema circolatorio di un altro. L'emotrasfusione reintegra il sangue perduto in seguito ad emorragie causate da traumi, patologie o interventi chirurgici ed in molti casi salva la vita al paziente.
La trasfusione di sangue si pratica in caso di emorragie acute post traumatiche, ustioni, interventi chirurgici, trapianti d'organo, parto, emorragie di tipo organico (anemie, talassemia, leucemie, linfomi, neoplasie, emofilia, ecc.), carenze di componenti del plasma (albumina, fibrinogeno, fattori della coagulazione o altri fattori plasmatici).
Le trasfusioni di sangue possono essere raggruppati in due categorie principali a seconda della loro fonte: trasfusioni con sangue conservato del paziente o trasfusioni con il sangue conservato di altri.
Il sangue è una sostanza complessa in cui ogni elemento ha una sua specifica funzione, quindi la trasfusione può riguardare il sangue intero o solo alcuni suoi componenti (plasma, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, fattori della coagulazione, ecc.). A volte la trasfusione di sangue non può essere praticata a causa di controindicazioni o semplicemente per la difficoltà a reperire la quantità necessaria o il gruppo richiesto. In questi casi, per ripristinare il livello di liquido nel sangue si può fare ricorso al plasma sintetico e a soluzioni saline.
Essendo in pratica un trapianto, come tale l'emotrasfusione può provocare gravi fenomeni di incompatibilità e rigetto (reazioni trasfusionali). Le reazioni trasfusionali sono caratterizzate da nausea, vomito, brividi, febbre, dolori lombari, ittero, grave insufficienza renale e shock anafilattico. Altre complicazioni sono invece legate alla possibilità di contrarre infezioni (ad esempio: AIDS, epatite C e B, toxoplasmosi e sifilide) tramite il sangue trasfuso.
Tuttavia i rischi infettivi sussistono come per qualsiasi altra pratica medica. Come sempre quel che conta è valutare il rischio in rapporto ai benefici. E' inutile fare trasfusioni per una blanda anemia, ma in altri casi è indispensabile. Se è possibile operare con minime perdite di sangue non serve trasfondere per cautela, ma di fronte a un grave trauma con emorragia sarà necessario procedere con la trasfusione per evitare la morte del paziente.
Di regola il paziente va trasfuso con sangue appartenente al medesimo gruppo sanguigno. In urgenza, o quando il gruppo sanguigno è dubbio, possono essere trasfusi globuli rossi (ma non sangue intero) di tipo 0. I soggetti Rh-negativi devono ricevere sempre sangue Rh-negativo, quelli Rh-positivo possono riceverne di entrambi i tipi.
Sebbene il sangue possa essere trasferito direttamente da donatore a ricevente, gli ospedali generalmente utilizzano sangue raccolto in precedenza e conservato nelle 'banche del sangue' proprio per garantirne non solo la disponibilià ma anche per controllare e verificare la qualità e l'assenza di virus o altri agenti patogeni.
La quasi totalità del fabbisogno di sangue delle emoteche viene soddisfatta da donatori volontari, quindi la donazione del sangue è da ritenersi gesto altamente altruistico e, in molti casi, ad effetto salva-vita.

 

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Nim
2-4-2013



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