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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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SESSUOLOGIA & EDUCAZIONE SESSUALE: << L' ASSISTENZA SESSUALE PER INVALIDI >>

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TRICOLOGIA MEDICA

Un argomento scottante, ma di altrettanto scottante attualità portato alla ribalta proprio in questi giorni grazie ad un sondaggio lanciato sul web: invalidi, sessualità e assistenza sessuale per i disabili.

Parliamo di disabili e sessualità, senza volere esprimere pareri ed opinioni, ma semplicemente perchè il sesso è un diritto di tutti. La sessualità è una sfera inalienabile e naturale.
Di tutto questo, finora, in Italia non si è parlato, mentre in alcuni paesi europei la figura dell'assistente sessuale esiste e a volte è disciplinata dalla legge. In Svizzera, Danimarca, Olanda, Svezia e Germania ci sono associazioni che si occupano di questo tipo di assistenza. Addirittura in Olanda il servizio è a carico del servizio sanitario nazionale.

In Svizzera le assistenti sessuali sono una realtà ormai consolidata. Si tratta di una sorta di nuova professionalità, per la quale esiste l'obbligo di seguire dei corsi di formazione di psicologia di base. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che hanno già lavorato nell'ambito sociale o medico.

Gli assistenti svolgono la propria attività e la prestazione è assolutamente personalizzata. Si rivolgono a ogni tipo di disabilità, e propongono massaggi, carezze, giochi erotici più o meno espliciti.
Non si tratta solo di mera sessualità genitale, ma di una sorta di educazione alla sessualità in generale.
Secondo il risultato del sondaggio via web rivolto ai nostri connazionali le opinioni sono contrastanti perchè, se da una parte tutti ritengono che le persone con disabilità fisiche congenite, acquisite, genetiche abbiano diritto ad una vita sessuale, d'altro canto, ammettere un"assistenza sessuale", sarebbe come legalizzare la prostituzione.

Inoltre una delle critiche fatta all’assistenza sessuale è insinuare che senza una cosa del genere il disabile non abbia possibilità di trovare un “compagno/a”.

Un disabile può avere dei compagni, ma è anche vero che, obiettivamente, non ha le stesse possibilità del normodotato, non perchè abbia qualcosa in meno, ma perchè il mondo e la società sono strutturati su caratteristiche umane diverse da quelle del diversabile, caratteristiche umane che la società stessa ha definito come normalità
Molti, nonostante qualche handicap, sono persone piacenti e deve solo trovare la persona che non si spaventi di disabili e sessualità e della difficoltà della situazione. Ma tanti invalidi hanno gravi deformazioni, altri hanno handicap psicologici, altri moriranno precocemente e non hanno il tempo materiale di cercare qualcuno che assecondi il normale desiderio di esperienza sessuale.
L’esperienza sessuale è un bisogno fisico primario e in quanto tale va somministrato, anche nel campo disabili e sessualità ovviamente.Ne sono convinti i servizi sociali di alcuni comuni della Gran Bretagna, che per i disabili e sessualità stanno sfruttando i soldi del programma del governo “Putting People First” (“prima la gente”) per pagare rapporti con prostitute o visite a spettacoli di lap dance.

Il programma del governo britannico è infatti molto consistente dal punto di vista economico: per i disabili e sessualità stanziati ben cinquecentoventi milioni di sterline. Sarebbero quattro i comuni cha hanno usato i fondi per fornire ai clienti disabili servizi di natura sessuale a pagamento. In Da specificare che, in Gran Bretagna, andare con prostitute non è reato.

Forse bisognerebbe lasciare la parola e la possibilità di decidere a coloro che vivono in situazioni di handicap e che magari da sempre desiderano provare l'emozione di un contatto umano che vada al di là di un bacio o un abbraccio, e senza ridurre il tutto ad un mero espletamento di un atto fisico e basta, pensiamo che per coloro che conducono un'esistenza vissuta tra mille difficoltà e privazioni, la "vicinanza" di una persona può avere anche un risvolto terapeutico da non sottovalutare.

 

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Nim
2-4-2013



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