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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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PATOLOGIA CLINICA: << VES: VELOCITA' DI ERITROSEDIMENTAZIONE >>
velocità di eritro-sedimentazione

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TRICOLOGIA MEDICA

VES è l'acronimo di "velocità di eritro-sedimentazione", un esame del sangue che calcola il tempo necessario perchè la parte solida del sangue (globuli rossi) si separi da quella liquida (plasma) ed è un esame molto importante per valutare lo stato di salute dell'organismo e la presenza di svariate patologie.
La VES, per l'appunto, misura la velocità di sedimentazione delle emazie nel plasma, in mm per ora, quando il campione di sangue viene lasciato riposare in un'apposita pipetta.
Nel sangue, i globuli rossi tendono a rimanere in sospensione, separati gli uni dagli altri grazie alla carica negativa di membrana che ostacola la formazione di aggregati. In condizioni normali la componente proteica del plasma è tale da preservare la carica di superficie delle emazie. Al contrario, quando nel corpo si instaurano processi flogistici, l'aumentata concentrazione ematica di proteine tipiche dell'infiammazione (tra cui il fibrinogeno e la proteina C reattiva) fa aggregare i globuli rossi, di conseguenza, che hanno tendenza a precipitare.
Con l'età la VES presenta un incremento lento ma definitivo, anche nei soggetti clinicamente sani, per cui i range di normalità variano in relazione alla fascia d'età di appartenenza. Nelle donne, i valori sono leggermente superiori rispetto agli uomini.
Tra i vari fattori che influenzano in senso positivo o negativo i valori della VES (vedi tabella), l'anemia è il principale elemento di disturbo. La VES è infatti inversamente proporzionale all'ematocrito, per cui risulta elevata in condizioni di anemia.
Alti valori di VES si registrano anche nella necrosi tissutale (per esempio in seguito ad un trauma), durante la gravidanza ed in alcune malattie linfoproliferative nelle quali una o più immunoglobuline sono secrete in elevate concentrazioni.
Sono considerati valori normali 2-10 mm/ora per l’uomo, 0-20 mm/ora per la donna. Non si tratta di valori molto precisi in quanto la VES può essere normale anche se l’infezione è già in atto, oppure può risultare elevata quando ormai si è già guariti e quindi è più che mai necessario il parere del medico.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da artrite reumatoide, da epatopatie, da gravidanza, da infarto cardiaco, da infezioni, da infiammazioni, da insufficienza renale, da leucemie, da morbo di Hodgkin da neoplasie maligne, da shock, da TBC, da tiroidite di Hashimoto, da toxoplasmosi.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da allergie, da microcitemie, da neoplasie terminali, da policitemie, da uso di steroidi e anticoagulanti.
Condizioni che aumentano lievemente la VES: anemia, artrosi, gotta, gravidanza, postpartum, mestruazioni, infezioni da cytomegalovirus, toxoplasmosi, rickettsiosi; cirrosi, colite ulcerosa
La VES è inferiore alla norma principalmente in presenza di alcune patologie quali l'anemia drepanocitica, la policitemia e l'insufficienza cardiaca.
Anche un danno a carico del fegato può diminuire i valori della VES, e questo può avvenire anche durante una patologia che tende ad aumentarne i valori (altro motivo per affiancare alla VES un'anamnesi il più possibile accurata e altri esami di laboratorio).

 

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Nim
16-11-2011



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