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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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MEDICINA ESTETICA: << LA CAVITAZIONE >>

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La cavitazione è il fenomeno fisico che conduce alla formazione e attività di bolle (o cavità) all'interno di un liquido quando questo venga sottoposto all'azione di onde di pressione e depressione ad altissima velocità generate da ultrasuoni ad un intenso campo ultrasonoro. Durante la fase di depressione si crea, all'interno del liquido, una moltitudine di bollicine.
In medicina estetica il fenomeno della cavitazione viene applicato al liquido interstiziale del tessuto adiposo, cioè al liquido che ristagna fra le cellule di grasso (adipociti) per indurre una diminuzione degli eccessi di tessuto adiposo localizzati in sedi diverse (fianchi, cosce, glutei, ginocchia, addome, caviglie, braccia, regione sottomentoniera, etc.), al fine di diminuire la circonferenza del segmento corporeo trattato e quindi di migliorare il profilo corporeo.
La continua formazione ed esplosione di micro bolle e quindi di onde d’urto, nelle adiacenze degli adipociti, favorisce il danneggiamento degli stessi, rispetto a strutture più resistenti come connettivo ed osso. Affinché vengano salvaguardate proprio queste strutture, il processo deve essere controllato, nel senso che gli ultrasuoni dovranno avere bassa frequenza e in intensità adeguata per creare cavitazione solo nel tessuto adiposo.
La lipolisi cavitazionale può ridurre lo spessore dei cuscinetti di grasso che non rispondono ai metodi tradizionalmente utilizzati per indurre il dimagramento.
l fenomeno della cavitazione può, in alcuni casi selezionati, favorire un taglio parziale alle curve senza bisturi. La metodica è rivolta solo ad alcuni di quei pazienti che vogliono ridurre i centimetri di troppo, ma non vedono di buon occhio la sala operatoria. Alcune cellule adipose, sottoposte al “bombardamento” ultrasonico ed al relativo effetto di cavitazione, colpite si “sgonfiano”, liberando in circolo i lipidi: il fegato provvede, in un primo tempo, a metabolizzarli ed il rene, in un secondo tempo, ad allontanarli dall’organismo.
La cavitazione ultrasonica può quindi essere considerata un metodo non invasivo, innovativo ed estremamente efficace per ottenere un progressivo rimodellamento del profilo corporeo e una riduzione della consistenza del tessuto adiposo con miglioramento degli inestetismi legati alla cellulite.
Il trattamento consiste in 4-6 sedute intervallate di circa 10 giorni. Per il mantenimento sono consigliate 1-2 sedute ogni 4-6 mesi. Dopo ogni seduta è consigliato un massaggio linfodrenante. Il manipolo cavitazionale viene passato ripetutamente sull'area da trattare a diretto contatto con la pelle.
L’entità del risultato dipende da alcune variabili, quali lo spessore del pannicolo adiposo, il suo stato di idratazione, la sede corporea trattata. La distruzione delle cellule adipose può avere un effetto diverso sul profilo corporeo, secondo l’elasticità della cute e la sede corporea trattata.

È possibile, nei pazienti che conservano una certa elasticità cutanea, un miglioramento dell’aspetto della cute a buccia d’arancia, con attenuazione dei noduli cellulitici in fase iniziale. Si può attendere anche una migliore ossigenazione con una conseguente riattivazione della circolazione periferica distrettuale e di drenaggio dei liquidi di ristagno.
 

La differenza con la liposuzione o liposcultura è abbastanza evidente. In questo caso non stiamo parlando di intervento chirurgico e non ci sarà bisogno di anestesia. Nella liposuzione si inseriscono cannule all’interno dell’adipe che lasciano cicatrici e sanguinamenti che poi si rimarginano. Qui non c’è bisogno di tutto ciò. Si lavora in superficie con onde d’urto ad ultrasuoni a bassa frequenza. Le complicazioni sono al limite legate ai rossori che possono verificarsi al termine della seduta, ma se non effettuata in maniera adeguata da mani esperte i risultati potranno deludere.

 

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Nim
16-11-2011



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