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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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TRICOLOGIA: << PERMAMENTI, TINTURE E DECOLORAZIONI >>
rischi ed effetti

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Tra i trattamenti a rischio per la salute dei capelli e del cuoio capelluto, ve ne sono alcuni che più di altri, se non eseguiti correttamente, possono dare luogo a patologie di vario genere che necessitano, per essere curate e guarite, dell'intervento del medico tricologo.

Tintura, decolorazione e permanente sono tutti trattamenti che possono creare danni ai capelli.
La permanente modifica la forma dei capelli in modo temporaneo con metodi fisici e con metodi chimico-fisici. La permanente agisce rompendo i ponti allo zolfo fra gli aminoacidi di cistina delle catene di cheratina del capello, ricostituendoli poi in una posizione differente, che corrisponde alla forma desiderata. Di norma questo trattamento si esegue per arricciare i capelli e per aumentarne il volume apparente, a scopo puramente estetico. Per eseguire una permanente a freddo si usano un liquido così detto ondulante ed uno per fissaggio. La reazione chimica avviene durante l'avvolgimento dei capelli, in ciocchi, su bigodini si ha una modificazione della forma dei fusti che risulteranno tanto più arricciati quanto più piccoli saranno i bigodini. Ogni volta che si effettua una permanente però, una parte dei legami allo zolfo sopracitati, non si forma più quindi il capello perde parte della sua forza e anche se dopo la permanente i capelli appaiono meno grassi, il fenomeno, apparentemente positivo, avviene in realtà per il danneggiamento delle tegole della cheratina che rimangono sollevate.
Le tinture permanenti per capelli sono generalmente dei prodotti in crema, oleosi o gelatinosi, contenenti sostanze incolori che, solo in seguito ad ossidazione, si trasformano in veri e propri coloranti permanenti.

La tintura , per quanto oggi sia formulata secondo leggi precise , può, ovviamente dare fenomeni di allergia da contatto e una direttiva C.E.E. del 1976 diventata poi legge in Italia (n. 713 dell' 11/10/86; G.U. n. 101 del 30/10/86) obbliga gli operatori cosmetici ad eseguire prima della tintura una prova per accertare una eventuale allergia.

Al di là della possibile allergia, i danni apportati al fusto del capello dalla tintura ad ossidazione sono solitamente accettabili e si limitano ad un leggero danneggiamento superficiale delle tegole della cuticola
Attenzione però al "fai da te": se la tintura non è risciacquata correttamente e oltre al capello rimane colorato anche il cuoio capelluto significa che il colorante è penetrato attraverso la cute! Questo è certamente dannoso e può causare caduta dei capelli.

Le decolorazioni, un tempo, venivano eseguite solo con l'ausilio di acqua ossigenata ad alta concentrazione e sono utilizzate per rendere il capello più chiaro; per questo è necessario alterare chimicamente la melanina che è naturalmente presente all’interno del capello.
Oggi l'acqua ossigenata può essere usata da sola o con un agente colorante a seconda del colore finale che si vuole ottenere; ad un maggior impiego di acqua ossigenata corrisponde una maggiore decolorazione.

L'operazione di decolorazione porterà quindi obbligatoriamente un danno sia della cuticola che della corticale con indebolimento strutturale del capello.
Perché la sostanza ossidante utilizzata per la decolorazione raggiunga l’interno del capello e si leghi alla melanina è necessario che passi attraverso la cuticola, cioè attraverso lo strato più esterno del capello, che normalmente ha la funzione di proteggere la corteccia dall’ambiente.
Ripetere il trattamento di decolorazione produce un danno permanente alla cuticola le cui squame rimangono permanentemente sollevate.
La decolorazione distrugge circa il 50% dei ponti di cistina che collegano gli aminoacidi e quindi la resistenza del capello si riduce di circa la metà

 

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11-2-2011



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