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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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ENDOCRINOLOGIA: << OSTEOPOROSI E TIROIDE >>

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L'osteoporosi è un'alterazione degenerativa delle ossa, caratterizzata da diminuzione quantitativa del tessuto osseo la cui forma di gran lunga più frequente è l'osteoporosi senile e colpisce più precocemente le donne, forse a causa degli squilibri ormonali che seguono alla menopausa. .Può essere però associata anche ad altre malattie, disturbi ormonali, carenze alimentari, forme ereditarie e all'assunzione cronica di alcuni farmaci.

La malattia consiste in una vera e propria perdita di tessuto osseo, in un impoverimento della struttura dell’osso, come se questo fosse atrofizzato, quindi la resistenza alle pressioni, alle trazioni e ai traumi si riduce, e aumenta il rischio di frattura.

L’osso è un tessuto vitale, sottoposto ad un processo continuo di distruzione e formazione. Normalmente, la quantità di osso distrutto è uguale alla quantità di osso neoformato, in modo che la quantità totale di tessuto osseo rimane costante.
I sintomi della malattia si presentano solo sintomi solo quando la patologia è abbastanza grave da determinare microfratture o schiacciamento dei corpi vertebrali, con comparsa di dolore alla colonna vertebrale.

La osteoporosi può avere numerose cause, tra cui quelle endocrine, nello specifico di natura tiroidea.
La tiroide ha la funzione di produrre un tipo particolare di ormoni, chiamati triiodotironina o T3 e tiroxina o T4. La T3 e la T4 concorrono a regolare numerosi processi vitali, come lo sviluppo cerebrale nel neonato, la crescita corporea, il metabolismo dei lipidi, il funzionamento cardiaco, il metabolismo basale.

In caso di produzione in eccesso di ormoni tiroidei T3 e T4 si parla di ipertiroidismo e questa disfunzione è direttamente associata all'osteoporosi, poiché proprio gli ormoni in eccesso nel sangue, accelerano la distruzione ossea, mentre la formazione di osso nuovo rimane costante. Il risultato finale è la riduzione della quantità totale di tessuto osseo.
Viceversa nei casi di ipotiroidismo, quando cioè la tiroide produce quantità ridotte di ormoni tiroidei, conoscendo gli effetti degli ormoni tiroidei sull’osso, si potrebbe pensare che la densità ossea dei pazienti ipotiroidei sia aumentata. In realtà non è così, e l’ipotiroidismo non ha influenze clinicamente significative e rilevanti sull’osso. La densità ossea dei pazienti ipotiroidei è normale.

Tutti i distretti ossei sono interessati dall’osteoporosi dell’ipertiroidismo, ma la colonna vertebrale si dimostra più colpita del femore.

I pazienti ipertiroidei, soprattutto quelli con fattori di rischio per lo sviluppo di osteoporosi, devono essere sottoposti a MOC per verificare la densità ossea.
La terapia migliore per l'osteoporosi consiste nella cura della malattie di base, quindi con farmaci che possano tenere sotto controllo la produzione ormonale, poiché finora non si è in grado di far recuperare la massa ossea perduta, ma di sicuro l'attività fisica è preponderante nella prevenzione. Prevenzione che deve iniziare nell'età dello sviluppo e giovanile, per intensificarsi nell'approssimarsi dell'età a rischio.
Inoltre, l'esercizio fisico offre due vantaggi che nessun'altra terapia di mantenimento della massa ossea permette: un'efficacia nel conservare la salute fisica che va ben al di là del solo problema osteoporosi, e soprattutto un'ineguagliabile effetto sulla prevenzione dell'evento ultimo per cui si vuol intervenire, la frattura.

 

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Nim
19-10-2010



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