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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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PSICOLOGIA: << L’INTEGRAZIONE DEL MASCHILE E DEL FEMMINILE COME RISORSA >>
caratteristiche

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Le caratteristiche del maschile e del femminile sono diverse ed è opportuno favorirne l’integrazione per non disperdere le risorse; al contrario è facile che si tende viverle come contrapposte e conflittuali: ciò si rivela negativo da tutti i punti di vista.
Probabilmente questo è uno dei motivi per cui la realtà di coppia è oggi vissuta come molto problematica; addirittura c’è chi ritiene utopistica la possibilità di realizzare una profonda intesa tra l’uomo e la donna.
I problemi nascono quando si vuol imporre la propria diversità all’altro, perché si crede di avere ragione; ma il rapporto di coppia si fonda sulla ricerca della felicità non sul potere e quindi sulla ragione.
Generalmente gli uomini e le donne affrontano in modo diverso gli stress, i conflitti, i problemi.
Gli uomini tendono a chiudersi nel loro bunker, a concentrarsi razionalmente sul problema, mentre le donne notoriamente più emotive si sentono totalmente coinvolte. Ovviamente lo schema può essere ribaltato e le sfumature possono essere infinite.
Le donne preferiscono parlare e desiderano un ascolto profondo; gli uomini preferiscono risolvere gli stress da soli, altrimenti che uomini sono?
Ad esempio, quando l’uomo quando torna a casa desidera trovare un ambiente tranquillo ed accogliente, vuole rilassarsi, guardare la televisione, leggere il giornale oppure un libro con la musica in sottofondo. Per un certo lasso di tempo vuole che gli stress vengano messi da parte per poi affrontarli e risolverli. Mentre la donna desidera sollevarsi immediatamente dai conflitti parlandone.
Quando un uomo, ad esempio, ha un problema di lavoro,difficilmente ne parla alla moglie, tende a proteggerla dalle sue difficoltà; è facile, come abbiamo detto, che diventi silenzioso e pensieroso: va in letargo a riflettere, ad elaborarlo, a rivederlo dai vari punti di vista fino a trovare la soluzione ottimale. A questo punto si sente pronto ed è disponibile a parlare con la sua donna. Se invece non riesce a risolvere il problema, lo accantona e si impegna in un’attività ricreativa, staccando la mente dallo stress e così riesce, probabilmente, a rilassarsi.
Quando una donna ha un problema cerca di parlarne ad una persona di cui si fida, raccontando per filo e per segno tutti i dettagli delle difficoltà della giornata. Le donne, se si sentono sopraffatte dai disagi e dalle angosce, si rilassano quando rendono partecipi gli altri dei propri conflitti. Per loro parlare dei problemi è un segno di affetto, di fiducia, di amore: le donne desiderano essere “contenute”. In genere per loro è normale avere dei problemi: non si pongono l’obiettivo di sentirsi competenti nell’affrontare la situazione e la loro personalità non ne avverte alcun attacco. L’efficienza, la competenza è più un’esigenza maschile, per il femminile ciò che è prioritario è la comunicazione con le persone. Esse comunicano più apertamente la loro impotenza, stanchezza, incomprensione, confusione.
Questi due atteggiamenti opposti sono sufficienti a scatenare una lite: la donna si sente incompresa, l’uomo pensa che le donne parlino troppo e che questo parlare sia futile. Se non prendono coscienza di questa diversità e non la utilizzano, si allontaneranno sempre più uno dall’altra e si sentiranno frustrati.
Ad esempio, è facile che la donna non si senta amata nei momenti in cui l’uomo pretende il proprio spazio di riflessione; non è in questione il sentimento, ma la modalità utilizzata e cioè la non partecipazione dell’altro al proprio problema. Spesso le donne non capiscono questa modalità maschile e vorrebbero che i partner parlassero come fanno loro, ma più insistono, più complicano i problemi, perché gli uomini non si sentono capiti.
In questo modo aumentano gli equivoci, i malintesi, i risentimenti, i rancori. Pretendere che un uomo stressato chiuso nel suo mondo diventi immediatamente e in tempo reale aperto, accogliente, attento ed affettuoso è irrealistico quanto pretendere che una donna stressata si tranquillizzi all’istante. E’ assurdo e causa di conflitti chiedere ad un uomo di essere sempre sintonizzato emotivamente, di essere tenero e partecipativo, così come è assurdo chiedere ad una donna di essere sempre logica e razionale. E’ risaputo, infatti, che la donna è specializzata nel far funzionare l’emisfero destro del cervello(la parte emotiva e sentimentale), l’uomo fa funzionare soprattutto l’emisfero sinistro (la parte logico razionale); la coppia fa funzionare entrambi e la sintesi è maggiore della somma.
Ciò non avviene spontaneamente, è un’arte che si realizza nella comunicazione quotidiana e nell’infinito, poiché mondo interno e mondo esterno sono in continua trasformazione. Si tratta di collaborare non di combattere; di mediare, non di resistere.
Definire il maschile e il femminile non è facile perché non esiste una differenziazione netta tra i sessi: è vero che gli ormoni femminili predispongono alla ricettività, alla passività e quelli maschile all’attività ma sia i maschi “puri” sia le femmine “pure” non esistono: esistono uomini e donne ed è da tempo noto che ogni sesso ha in sé ormoni e caratteristiche dell’altro. Proprio questo consente la comprensione, lo scambio e l’arricchimento reciproco.
Tale arricchimento è evidente in un rapporto di coppia. Infatti nella coppia non si può non comunicare, non si può essere neutri. Non comunicare è come dire: “non prendo in considerazione i tuoi sentimenti, i tuoi pensieri e i tuoi valori”; questo squalifica fortemente la personalità altrui. Il rapporto di coppia o si costruisce comunicando in modo sempre più profondo e globale, cioè realizzando l’amore a livello fisico, psicologico e spirituale, che è un compito infinito, oppure a poco a poco il rapporto si sfalda, perché noi siamo nati per essere felici.

 

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REDAZIONE NIM
9-7-2008



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