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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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SESSUOLOGIA & EDUCAZIONE SESSUALE: << Disfunzioni sessuali >>
Il Deficit dell’erezione

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Nella quarta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-IV) tra le principali tipologie di disfunzioni sessuali sono registrati i disturbi del desiderio sessuale e i disturbi dell'eccitazione sessuale.
Molti autori ritengono utile valutare le disfunzioni sessuali in base alla particolare fase del ciclo della risposta sessuale in cui si manifesta il disturbo. Quindi, le disfunzioni sessuali vengono considerate disturbi connessi a uno specifico stadio della sequenza della risposta sessuale.
La risposta sessuale può essere suddivisa in fasi caratteristiche.
stadio 1: Desiderio
Rispecchia le motivazioni, i comportamenti e la personalità delle persone. La fase è caratterizzata da fantasie sessuali e dal desiderio di esercitare attività sessuale.
Stadio 2: Eccitazione
Questo stadio è dato da un soggettivo senso di piacere sessuale e da cambiamenti fisiologici associati.
Stadio 3: Orgasmo
Questa stadio è caratterizzato dal culmine del piacere sessuale, con contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e degli organi riproduttivi pelvici
Stadio 4: Risoluzione
Questo stadio si distingue per il senso di distensione generale e muscolare in particolare. Durante questa fase gli uomini sono refrattari all'orgasmo per un periodo di tempo che varia con l'età.
Lo stadio 2 dell’Eccitazione è quello che più interessa per il nostro discorso.
Infatti, in questo stadio si situa principalmente quello che il DSM IV classifica come Disturbo Maschile Dell’Erezione più comunemente conosciuto come disfunzione erettile o impotenza maschile.
Tuttavia, possiamo ragionevolmente categorizzare la disfunzione erettile anche come disturbo dello stadio 1(desiderio) della risposta sessuale e dello stadio 3 (Orgasmo), come vedremo brevemente più avanti.
Il termine scientifico disfunzione erettile è da preferire a quello più generico e improprio di “impotenza” espressione quest’ultima eccessivamente connotata da vissuti di vergogna, colpevolizzazione e pregiudizi.
Nel disturbo maschile dell'erezione o disfunzione erettile, il desiderio può essere presente normalmente e la penetrazione vaginale ha avuto buon esito per un certo periodo della vita sessuale dell’uomo, ma in seguito ciò non è più avvenuto. Nel disturbo maschile dell'erezione situazionale l'uomo pratica il coito adeguatamente in certe circostanze ma non in altre; per esempio, un uomo può essere capace di erezione con una prostituta ma non con la moglie. Al contrario, un uomo può avere difficoltà di erezione con un’amante occasionale, ma non con la propria moglie. In questo caso l’ansia da prestazione non si manifesta all’interno del rapporto coniugale perché quest’ultimo è connotato da sensazioni di maggiore sicurezza e di accettazione reciproca. L’uomo percepisce il rapporto sessuale coniugale come una sorta di “bozzolo protettivo” dove non si sente giudicato e in cui non ha nemmeno l’obbligo di “dover fare bella figura”. Non dimentichiamo che anche la sterilità maschile può rientrare tra le cause psicologiche della disfunzione erettile. La propria infertilità è spesso sperimentata dall’uomo come una sorta di «punizione» o come la «stigmate» di una imperfezione intollerabile che lo porterà ad chiudersi in se sestesso e ad isolarsi dagli altri e dalla partner in particolare. L’incapacità di generare figli può risolversi in una profonda ferita narcisistica, vale a dire che l’immagine di sé può uscirne fortemente sminuita; l’uomo vive la propria infertilità come una diminuzione della propria virilità e ciò può generare pesanti sentimenti di inadeguatezza e abbassamento dell’autostima con conseguente perdita di interesse sessuale e deficit erettivo.
L'incidenza della disfunzione erettile aumenta con l'età. Tra i giovani adulti viene riportata in circa l’8% della popolazione. Alfred Kinsey riportò che il 75% degli uomini era impotente all'età di 80 anni. Tutti gli uomini sopra i 40 anni riportano con più frequenza un timore di incorrere in un deficit erettivo: questo timore riflette normalmente la paura maschile di perdere la virilità con l'aumentare dell'età. Tuttavia, il disturbo maschile dell'erezione non è universale tra gli uomini che diventano anziani. Un uomo che abbia la disponibilità di un partner sessuale può continuare a manifestare una capacità sessuale adeguata.
Un’altra causa di disfunzione erettile può essere considerata anche l'eiaculazione precoce: l'uomo costantemente o frequentemente raggiunge l'orgasmo e l'eiaculazione prima di quanto desideri e senza possibilità alcuna di controllo. L'uomo sistematicamente eiacula prima o immediatamente dopo l'ingresso in vagina. Si suppone che il disturbo sia connesso ad apprensione per il soddisfacimento della partner. Sostanzialmente ambiente di sviluppo e psicodinamiche dell'eiaculazione precoce e del deficit erettivo sono simili.
La disfunzione erettile può essere il sintomo di problemi biologici (biogenica) o di conflitti intrapsichici o interpersonali (psicogenica) o di una combinazione di queste componenti. Comunque raramente vi sono forme di deficit dell’erezione che possono essere classificate in base a questa rozza suddivisione. Infatti, ogni disfunzione erettile organica può essere aggravata dallo stato d'ansia e di depressione che essa genera; tutte le forme di disfunzione erettile psicogena sono soggette a influenze da parte di alterazioni neuroendocrine e metaboliche che l'ansia e la depressione concorrono a produrre.
Qualora il disturbo sia prevalentemente organico esso puo' essere: 1) vascolare 2) neurologico 3) iatrogeno (diversi farmaci, con differente meccanismo d’azione, possono determinare impotenza 4) endocrino. Anche i diabetici, i cardiopatici, gli ipertesi arteriosi, i fumatori, gli etilisti cronici, coloro che abusano di sostanze stupefacenti possono incorrere nella disfunzione erettile.
Come dicevamo, il DSM IV relega la disfunzione erettile alla fase dell’eccitazione. Tuttavia, la relazione tra una disfunzione erettile e i disturbi del desiderio è strettissima, al punto che possiamo annoverare la disfunzione erettile anche tra i disturbi del desiderio. I disturbi del desiderio sono divisi nel DSM IV in due classi: disturbo da desiderio sessuale ipoattivo, caratterizzato da carenza o assenza di fantasie sessuali e desiderio di attività sessuale; e disturbo da avversione sessuale caratterizzato da estrema avversione ed evitamento di tutti i contatti sessuali genitali con un partner sessuale. Un deficit o un’assenza di desiderio possono costituire una sorta di difesa dalla paura inconsca del sesso. Impulsi omosessuali intollerabili possono anche annullare la libido o produrre repulsione al contatto eterosessuale. Sigmund Freud interpreta lo scarso desiderio sessuale come effetto dell'inibizione nel corso della fase psicosessuale fallica e di conflitti edipici non risolti, con la strutturazione di istanze superegoiche punitive. Alcuni uomini, “fissati” nella fase fallica dello sviluppo, temono la vagina, immaginando di essere castrati se si avvicinano a essa, poiché essi pensano inconsciamente che la vagina abbia i denti. Quindi, essi sfuggono totalmente il contatto con i genitali femminili.
La mancanza di desiderio può anche essere il risultato di stress cronico, ansia o depressione. La perdita del desiderio può anche essere un sintomo che rivela ostilità verso la partner o il segno di una relazione che si sta deteriorando. In quest’ultimo caso, la disfunzione erettile può essere considerata alla stregua di un comportamento aggressivo, quasi una sorta di “aggressione passiva”, vale a dire che l’uomo esprime aggressività verso la compagna in modo indiretto e non dichiarato. Il sentimento di forte ostilità verso la propria compagna va incontro a “razionalizzazione” che consiste nel trovare delle scuse per interrompere o distruggere la relazione senza dover nemmeno ammettere i propri veri sentimenti. Il calo del desiderio e la difficoltà di erezione sono reali, non sono simulati. Per giustificare la propria difficoltà sessuale l’uomo invocherà pretesti come guai sul lavoro, stanchezza, impegni quotidiani. In questo modo l'uomo si sente giustificato e non prova sensi di colpa nell’ignorare, evitare o frustrare la propria partner.
La presenza di desiderio dipenderà comunque da fattori come una buona salute generale, buona autostima, precedenti esperienze positive con la sessualità, l’aver accesso a una partner appropriata, buone relazioni con il proprio partner in ambiti diversi da quelli prettamente sessuali. Se una qualsiasi di queste componenti viene a mancare allora ne potrà risultare una calo del desiderio e quindi una disfunzione erettile.
Per ultimo ricordiamo che una disfunzione erettile può manifestarsi anche nello stadio 3 (Orgasmo) della risposta sessuale: accade infatti che l’uomo possa raggiungere l’orgasmo e quindi eiaculare senza che il pene abbia raggiunto una rigidità adeguata necessaria all’ingresso nella vagina. Anche in questo caso l’ansia da prestazione può giocare un ruolo preponderante: la fretta di concludere, la paura di non riuscire a concludere finiscono col compromettere seriamente la fisiologia dell’erezione.

 

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Dott.ssa Bianchessi Cristina
20-2-2006



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