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Numero 3 Anno 7  III Trimestre - anno MMXVIII

 
 

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MEDICINA ESTETICA: << IMPIEGO DEL LASER >>
IN MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA

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Ringiovanire il viso è un argomento che da secoli suscita vivo interesse. In realtà un vero approccio scientifico al problema si è avuto negli ultimi decenni e l’attenzione si è rivolta allo studio di concrete terapie “antiaging” .
L’impiego di Ac.Retinico e derivati, alfa-idrossiacidi, Vit.C topica, fotoprotettori e antiossidanti utilizzati per la prevenzione o per invertire il processo di fotoinvecchiamento, non hanno determinato ampia soddisfazione in chi desidera un più radicale intervento antiaging. Si ricorre, in questo caso , all’utilizzo di agenti chimici (peeling) capaci di rimuovere strati superficiali di cute permettendo, così, di raggiungere aspetti migliori.
Analoghi e più duraturi risultati si ottengono con l’impiego della luce LASER (Light Amplification through Stimulated Emission of Radiation). Nel corso degli ultimi anni sono state commercializzate apparecchiature laser per lo skin resurfacing che hanno lo scopo di ridurre al minimo i danni termici per diffusione e che, quindi, possono ottenere quella precisa fotoablazione cutanea che è fondamentale per un’ottimale ringiovanimento cutaneo.
Il Laser Erbio:ittrio-alluminio-granato (Er:YAG) si è rivelato un valido strumento nella conduzione del rimodellamento epidermico e del derma superficiale. L’ablazione tissutale avviene, infatti, con modalità monitorizzabili e sicure.Questa luce laser produce una radiazione infrarossa di lunghezza d’onda pari a 2940nm che si colloca quasi alla sommità del picco di assorbimento dell’acqua, ed è superiore di 13 volte a quella del laser CO2; in tal modo un sottile strato di tessuto assorbe l’energia fornita molto più rapidamente di quanto avvenga con il laser CO2.
Come tutti sanno l’acqua rappresenta il principale componente della cute e quindi riveste un importante ruolo nell’interazione tra laser e tessuto.
Più specificatamente, quando il flusso energetico fornito dal raggio laser raggiunge una soglia sufficientemente alta (soglia di ablazione) si verifica la fotoablazione tissutale. L’ablazione del tessuto , durante l’impulso laser, è un processo dinamico durante il quale il materiale riscaldato all’inizio dell’impulso viene eliminato durante l’impulso stesso, liberando un percorso per le radiazioni da depositare più in profondità durante lo stesso impulso. Avviene una vera e propria esplosione delle singole cellule dovuta alla rapidissima cessione di energia con conseguente distacco del tessuto, come fine lanugine, dal campo operatorio, alla velocità di 10.000m/sec. La vaporizzazione del tessuto irradiato non è, però, accompagnata da carbonizzazione così come si verifica per i laser CO2. Ciò consente un’ottima visione del campo operatorio, la valutazione diretta della comparsa delle papille dermiche e quindi del grado di profondità raggiunto. Nella interazione laser-tessuto, importanti parametri da tenere in considerazione sono il TRT (Tempo di Rilassamento Termico) e la Fluence.
Il TRT esprime il tempo necessario perché il calore generato dall’assorbimento dell’energia luminosa all’interno del target si riduca del 50%. Se la durata dell’impulso è inferiore al tempo richiesto dal tessuto riscaldato per raffreddarsi, non si avrà conduzione di calore alle strutture adiacenti ed il rischio di comparsa di effetti collaterali sarà così ridotta al minimo.
Il laser Er:YAG con la sua breve durata d’impulso (inferiore al TRT) e la sua altissima affinità per l’acqua cellulare consente di ridurre al minimo il danno termico ai tessuti sani, adiacenti la zona di ablazione.Infatti l’Er:YAG, diffonde solo per 5u a fronte di una diffusione del danno termico di 40-120u che si verifica con laser CO2 scannerizzato o pulsato.Il funzionamento normale dell’Er:YAG prevede un’impulso di durata tra 0,25 e 0,5 msec, una frequenza ripetitiva compresa tra 1 e 15Hz, potenza massima di 2 Joule e spot di diametro compreso tra 1,5 e 7mm.
La FLUENCE è l’energia rilasciata per unità di area di tessuto irradiato e si esprime in J/cm2. L’importanza di questo valore deriva dal fatto che per ottenere un determinato effetto clinico è necessaria una determinata quantità di energia assorbita dal tessuto.


Tecnica chirurgica
Come per ogni intervento estetico è fondamentale la selezione del paziente, comprendendo le sue aspettative. Al primo consulto si spiegheranno, la tecnica , i limiti dell’intervento e le problematiche del post-operatorio. Inoltre, l’adozione di profilassi antibiotica ed antivirale e il costante controllo delle fasi post-operatorie contribuiranno a rendere più sicuro questo tipo di intervento. Per le caratteristiche del laser Er:YAG è possibile, per la maggior parte dei casi, utilizzare solo anestesia topica (lidocaina/prilocaina) senza ricorrere ad anestetici per infiltrazione. Vengono marcate le zone da trattare e si provvede a coprire gli occhi con opportuni occhiali.
La profondità di ablazione è una funzione dell’energia degli impulsi e delle dimensioni dello spot (J/cm2=fluente). A parità di energia di impulsi uno spot di dimensioni inferiori genera un flusso maggiore e quindi una profondità ablativa, ma anche un maggior effetto termico. Inoltre uno spot piccolo tende a creare una minore uniformità di trattamento ed a provocare depressioni tissutali. Per ottenere i migliori risultati clinici si utilizzano fluence appena superiori alla soglia di ablazione tissutale, approssimativamente compresa fra 4 e 10 J/cm2. Lavorando con fluence più basse l’effetto si limita a dissecazione dei tessuti, mentre energie troppo alte spesso sono causa di sanguinamento e di aumento del rischio di effetti collaterali come iperpigmentazioni e cicatrici. Il trattamento viene effettuato con densità energetica-fluente-di circa 7J/cm2 ed una frequenza tale da permettere di effettuare, con un movimento manuale continuo del manipolo, una minima sovrapposizione di spots (overlapping). Il numero di passaggi varia a seconda della sede e del tipo di rughe da trattare. Eliminata l’epidermide, si valuteranno le irregolarità dermiche, e si eseguiranno altri passaggi in maniera uniforme, rimovendo 15-30 micron di tessuto per ogni applicazione. Ulteriori irregolarità del derma possono essere eliminate con uno spot più piccolo, con modalità a scultura, tenendo il manipolo ad angolo acuto rispetto al tessuto. A causa del minimo danno termico operato dall’Er:YAG si determina la mancata cauterizzazione dei capillari dermici che, possono essere controllati con una soluzione di NaCl+Adrenalina o con un piccolo termocauterio portatile.Ottenuto il rimodellamento desiderato, si provvede ad effettuare un successivo passaggio ad 800mJ al fine di riscaldare il derma sottostante la zona ablata e stimolare il processo di retrazione orizzontale delle fibre di collagene per un miglioramento degli effetti degenerativi indotti dal fotoinvecchiamento. Dopo l’intervento si medica la zona trattata con occlusiva a base di poliuretani e si fissa con adesivi ipoallergenici, consegnando al paziente le norme post-operatorie. I tempi di recupero sono molto rapidi: dopo circa otto giorni i pazienti riprendono la loro abituale vita con opportuno make-up. L’eritema persisterà per circa 20-30 giorni e i risultati estetici finali saranno ottimi.
In conclusione, si può affermare che il Laser Er:YAG rappresenta un valido ausilio nel controllo degli in estetismi cutanei per sicurezza, rapidità d’azione e gestione post-operatoria.

 

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20-2-2006



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